Riflessioni sulla vita

Frammenti di Bioetica. Riflessioni sulla vita
Pontedera, marzo 2010
A cura di Rossella Ciannamea e della classe IV A/E a.s. 2008/09

Presentazioni (p. 7)
Atti Tavola Rotonda (p. 11)
Pierluigi Robino (p. 13)
Daniela Pampaloni (p. 14)
Marzio Paoli (p. 15)
Orazio Caruso (p. 17)
Paola Greco (p. 20)
Claudio Valleggi (p. 21)
Luigi Puccini e Daniela Bernardini (p. 23)
Stefano Stacchini (p. 27)
Giovanni Volpi (p. 28)
Carlo Dal Canto (p. 30)

Riflessioni in corso… (p.33)
Il “Centro di Bioetica” di Pontedera si racconts (p. 35)
Un caso umano di grande attualità e tragicità (p. 40)
Una scelta difficile (p. 42)
Questioni di Bioetica (p. 43)
Qual’è il limite ce separa il vivente dal sopravvivere? (p.45)
Eluna è libera. Eluana ha vinto! (p. 47)
L’importanza del libero arbitrio (p. 50)
Eluana non vive in pace neanche dopo la morte (p. 52)
Un caso emeblematico (p. 53)
La nostra è una società chiusa (p. 55)
La vita appartiene a chi deve viverla (p. 56)
I limiti della medicina (p. 58)
La Scuola: uno strumento per conoscere se stessi (p. 60)
Educare al confronto (p. 62)
Il senso della via (p. 63)
Ringraziamenti (p. 67)

VII Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola

Il Bene Salute. A trent’anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, Università di Messina, 2-3 aprile 2009.

 

L’iniziativa è sposorizzata dal Comitato Nazionale per la Bioetica

VI Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola

28-29 Novembre 2007, Volterra (PI), Centro Studi Cassa Di Risparmio
“Abitare la terra. la responsabilità della vita tra natura e cultura”

Mercoledì 28 novembre

09:00 Accoglienza

09:30 Saluti delle autorità

10:00 Introduzione ai lavori

10:30 Ecologia, Economia, Diritto, Etica (ambiente, leggi economiche, agire morale e/o altro)

Forum degli studenti coordinato da due esperti

13:00 Pausa pranzo presso Hotel Nazionale

15:00 Tavola rotonda tra studenti ed esperti

16:00 Etica planetaria per un nuovo modello di sviluppo (crescita illimitata, sostenibilità, modelli di vita e/o altro)

Forum degli studenti coordinato da due esperti

18:30 Conclusione della giornata con visita guidata al Museo Etrusco

20:00 Cena presso Hotel Villa Nencini e pernottamento


Giovedì 29 novembre

09:00 Tavola rotonda tra studenti ed esperti

10:00 Sviluppo e responsabilità della vita: biosperimentazione e impattoambientale (sperimentazione clinica e animale, OGM e/o altro)

Forum degli studenti coordinato da due esperti

11:30 Tavola rotonda tra studenti ed esperti

12:30 Pausa pranzo presso Hotel Nazionale

14:30 Gli effetti del degrado ambientale sull’equilibrio psico-fisico e sulla salute delle giovani generazioni (Origini di tali effetti e terapie relative, approccio farmacologico e/o altro)

Forum degli studenti coordinato da due esperti

16:00 Coffee break

16:30 Tavola rotonda tra studenti ed esperti

17:30 Conclusione dei lavori

Bioetica & Società n. 1 – 2006

2006 n. 1 gennaio-aprile (Anno IV)

Editoriale (p. 5)

INTERVENTI

Patrizia Funghi – Pasquale Giuseppe Macrì, Consenso e volontarietà delle terapie (p. 9)

Marina Casini, La vicenda «Welby-Riccio» e l’ordinanza del 28 maggio 2007 (p. 23)

Viviana Daloiso, Clonazione e Costitutzione italiana (p. 38)

Natasha Cola, Bioetica, zooantropologia ed etica animale (p. 48)

Federica Pennino, (Essere) individui capaci per (diventare) persone libere – Riflessioni a margine del pensiero di Martha Nussbaum (p. 56)

CONVEGNI, RECENSIONI E CONTRIBUTI

Silvia Bosio, Il concepito nel diritto romano (p. 67)

Mario Fameli, L’archivio elettronico del CNR in materia di diritto alla vita nascente come strumetno d’informazione e formazione (p. 76)

Gloria Bardi, Tempo, corpo, contesto (p. 91)


Editoriale

Con il pensiero rivolto al prossimo Convegno Nazionale di Bioetica per la Scuola (Pontedera – Pisa, marzo 2006) e a distanza di soli pochi mesi dall’esito del referendum sulla legge relativa alla procreazione medicalmente assistita, ritorniamo a riflettere sull’importanza che la bioetica va rivestendo nella società.
Certamente gran parte dell’opinione pubblica e del mondo della cultura sembra evidenziare ancora una certa indifferenza di fronte ai problemi etici ed in particolare bioetici. Riteniamo tuttavia che non manchino segnali positivi ed incoraggianti in vista di un maggior coinvolgimento sulle tematiche etiche e bioetiche. Se, per esempio, pensiamo allo stesso referendum sulla L. 40, al di là delle motivazioni che hanno portato ad una scarsa partecipazione al voto, ci sembra di poter affermare che le problematiche etiche in gioco abbiano provocato un interesse ed un coinvolgimento dei grandi mezzi di comunicazione per cui tematiche e domande che erano state per lungo tempo appannaggio di una ristretta cerchia di addetti ai lavori sono riemerse fino a diventare occasione di dibattito e di confronto per una larga parte della cittadinanza.
Accanto a questioni specifiche connesse con gli argomenti direttamente sollevati dai quesiti referendari è emerso così il grande tema collegato al potere che la scienza e la tecnica vanno sempre più acquisendo nel nostro tempo e, di conseguenza, alle possibilità ma anche ai timori sollevati da questo potere. Sono di seguito anche tornate ad affacciarsi, nel dibattito culturale più recente, tematiche come quelle relative al concetto di persona o quelle riguardanti le finalità della natura; senza dimenticare l’enorme interesse che hanno rivestito e stanno sempre più rivestendo le problematiche sottese al concetto di laicità, a quello dei valori comuni, a quello del pluralismo e del relativismo nonché al rapporto tra ragione e fede e, per ultimo, in ordine di comparsa, il tema del rapporto tra un’etica “Etsi Deus non daretur” ed una “Etsi Deus daretur”.
Ci piace, anche per questo, aprire l’attuale numero della rivista con il contributo che la Senatrice Vittoria Franco ci ha inviato proprio su queste ultime aspetti nella speranza che altri intervengano per allargare il confronto in vista di contributi finalizzati a fare un po’ di chiarezza intorno a questioni che riteniamo veramente decisive per la stessa convivenza ed esistenza delle nostre società. Che necessitano sicuramente di un contesto ampio e di una visione non localistica e interculturale in grado di coinvolgere anche il diritto internazionale. Gli altri articoli di questo numero si muovono un po’ tutti tenendo conto di quest’ottica. Procedono ugualmente in questa direzione gli stessi contatti che il nostro Centro sta attualmente prendendo con il Comitato Etico Francese in vista di una partecipazione alla giornata di etica che si terrà a Parigi il 30 novembre prossimo e di una proficua collaborazione con lo stesso la quale prevede, fra le altre cose, la presenza di una rappresentanza francese al Convegno che si svolgerà il prossimo mese di marzo a Pontedera. Lavori questi, come si può facilmente intuire, che richiedono un impegno non indifferente ma che il Centro di Bioetica, del quale la rivista è espressione, intende portare avanti fiducioso nella fattiva collaborazione di tutte le parti coinvolte in questo progetto.

V Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola

23-24 Marzo 2006, Pontedera (PI),
Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”,
viale Rinaldo Piaggio 7

“Il corpo tra biologia, biografia e mercato”

Scarica la Locandina

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Comune di Pontedera
ITISMarconi

Pontedera

Comitato Naz. di Bioetica Regione Toscana Cassa di Risparmio di Volterra

IV Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola

La Convenzione Europea sui diritti dell’uomo e la biomedicina.
I Conferenza Internazionale – IV Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola
Università degli Studi di Genova, Dicembre 2004.

L’iniziativa è sposorizzata dal Comitato Nazionale per la Bioetica

Bioetica & Società n. 2 – 2005

2005 n. 2 maggio-agosto (Anno III)

Editoriale (p. 5)

INTERVENTI

Vittoiria Franco, Laicità e bioetica (p. 9)

Franco Manti, I diritti e la cura: aspetti etici della medicina penitenziaria (p. 15)

Chiara Scanagatta, Bioetica, salute e iniquità (p. 22)

Emma Traisci, Riflessioni bioetiche in ambito pediatrico (p. 28)

Franco Zini, La bioetica del dono come fondamento ontologico dei diritti di libertà (p. 37)

Marina Casini, Bioetica e Costituzione europea (p. 48)

CONVEGNI, RECENSIONI E CONTRIBUTI

Carlo Dal Canto. M. Salvadori. Le inquietudini dell’uomo onnipotente, Roma-Bari: Laterza 2003 (p. 59)


Editoriale

Con il pensiero rivolto al prossimo Convegno Nazionale di Bioetica per la Scuola (Pontedera – Pisa, marzo 2006) e a distanza di soli pochi mesi dall’esito del referendum sulla legge relativa alla procreazione medicalmente assistita, ritorniamo a riflettere sull’importanza che la bioetica va rivestendo nella società.
Certamente gran parte dell’opinione pubblica e del mondo della cultura sembra evidenziare ancora una certa indifferenza di fronte ai problemi etici ed in particolare bioetici. Riteniamo tuttavia che non manchino segnali positivi ed incoraggianti in vista di un maggior coinvolgimento sulle tematiche etiche e bioetiche. Se, per esempio, pensiamo allo stesso referendum sulla L. 40, al di là delle motivazioni che hanno portato ad una scarsa partecipazione al voto, ci sembra di poter affermare che le problematiche etiche in gioco abbiano provocato un interesse ed un coinvolgimento dei grandi mezzi di comunicazione per cui tematiche e domande che erano state per lungo tempo appannaggio di una ristretta cerchia di addetti ai lavori sono riemerse fino a diventare occasione di dibattito e di confronto per una larga parte della cittadinanza.
Accanto a questioni specifiche connesse con gli argomenti direttamente sollevati dai quesiti referendari è emerso così il grande tema collegato al potere che la scienza e la tecnica vanno sempre più acquisendo nel nostro tempo e, di conseguenza, alle possibilità ma anche ai timori sollevati da questo potere. Sono di seguito anche tornate ad affacciarsi, nel dibattito culturale più recente, tematiche come quelle relative al concetto di persona o quelle riguardanti le finalità della natura; senza dimenticare l’enorme interesse che hanno rivestito e stanno sempre più rivestendo le problematiche sottese al concetto di laicità, a quello dei valori comuni, a quello del pluralismo e del relativismo nonché al rapporto tra ragione e fede e, per ultimo, in ordine di comparsa, il tema del rapporto tra un’etica “Etsi Deus non daretur” ed una “Etsi Deus daretur”.
Ci piace, anche per questo, aprire l’attuale numero della rivista con il contributo che la Senatrice Vittoria Franco ci ha inviato proprio su queste ultime aspetti nella speranza che altri intervengano per allargare il confronto in vista di contributi finalizzati a fare un po’ di chiarezza intorno a questioni che riteniamo veramente decisive per la stessa convivenza ed esistenza delle nostre società. Che necessitano sicuramente di un contesto ampio e di una visione non localistica e interculturale in grado di coinvolgere anche il diritto internazionale. Gli altri articoli di questo numero si muovono un po’ tutti tenendo conto di quest’ottica. Procedono ugualmente in questa direzione gli stessi contatti che il nostro Centro sta attualmente prendendo con il Comitato Etico Francese in vista di una partecipazione alla giornata di etica che si terrà a Parigi il 30 novembre prossimo e di una proficua collaborazione con lo stesso la quale prevede, fra le altre cose, la presenza di una rappresentanza francese al Convegno che si svolgerà il prossimo mese di marzo a Pontedera. Lavori questi, come si può facilmente intuire, che richiedono un impegno non indifferente ma che il Centro di Bioetica, del quale la rivista è espressione, intende portare avanti fiducioso nella fattiva collaborazione di tutte le parti coinvolte in questo progetto.

Bioetica & Società n. 1 – 2005

2005 n. 1 gennaio-aprile (Anno III)

Editoriale (p. 5)

INTERVENTI

Matteo Galletti, Giocare a fare la parte di Dio. Genetica, riproduzione umana e riflessione filosofica (p. 9)

Andrea Porcarelli, Ragioni pedagogiche di un’indagine sull’insegnamento della bioetica nella scuola oggi (p. 19)

ESPERIENZE E RIFLESSIONI DAL MONDO DELLA SCUOLA

Roberta Degl’Innocenti, La bioetica all’Istituto Tecnico Commerciale «Sebastiano Nicastro» di Prato (p. 29)

Marco Barale et al., La bioetica al Liceo Scientifico «Filippo Buonarroti» di Pisa (p. 34)

Stefania Palermo et al, La bioetica al Liceo Scientifico «Federico Enriques» di Livorno (p. 55)

Gruppo di lavoro sulla bioetica delle classi IV A e IV B del Liceo Scientifico «G. Marconi» di San Miniato – Studente Relatore Luca Danti – Coordinatrice pro. Graziella Maltinti,, La bioetica al Liceo «Guglielmo Marconi» di S. Miniato (p. 62)

Andrea Barchetti et al, La bioetica al Liceo Scientifico «Barsanti e Matteucci» di Viareggio (p. 66)

Matteo Bagnoli et al, La bioetica all’Istituto Tecnico Industriale «Guglielmo Marconi» di Pontedera (p. 83)

CONVEGNI, RECENSIONI E CONTRIBUTI
I Convegno Regionale di Bioetica «Bioetica a/e scuola. Gli studenti toscani riflettono intorno al problema della vita», 22 febbraio 2005 (p. 89)


Editoriale

Questo numero è dedicato per la maggior parte alla pubblicazione di parte degli interventi presentati in occasione del I Convegno Regionale di Bioetica per la Scuola che la nostra rivista e la Commissione Regionale di Bioetica della Toscana hanno promosso e realizzato il 22 febbraio di quest’anno a Firenze. Riteniamo di fondamentale importanza che una rivista come questa dedichi ampio spazio alla documentazione dei lavori che le varie realtà scolastiche producono sulle tematiche afferenti alla bioetica durante lo svolgimento della ordinaria attività didattica, in quanto il futuro di tale disciplina all’interno della nostra società dipenderà molto da quanto la stessa scuola saprà coinvolgere e sensibilizzare le nuove generazioni nei suoi confronti.
Tale numero, che sarà in distribuzione nel periodo immediatamente successivo a quello dello svolgimento del referendum sulla Fecondazione Medicalmente Assistita, intende anche proporsi come un significativo contributo su queste tematiche dal momento che diversi interventi presentati al Convegno di Firenze hanno riguardato proprio molte delle questioni sollevate dalla stessa Legge 40.
Una rivista che si distingue per il suo carattere pubblico non può che promuovere ed accogliere con soddisfazione iniziative come quella di Firenze aperte ai contributi delle varie realtà delle scuole pubbliche della Toscana.
Crediamo inoltre che la pubblicazione degli interventi del tipo di quelli presentati al Convegno Regionale del 22 febbraio costituisca un fatto piuttosto raro nel panorama dei periodici che si occupano di bioetica ed auspichiamo che altre attività analoghe, a livello regionale o nazionale, possano trovare ampio spazio nei principali organi di documentazione bioetica.
Registriamo in ogni caso con soddisfazione il buon esito di questo Convegno Regionale (che ha costituito la prima esperienza promossa in Toscana) sia in relazione al numero delle scuole, degli studenti e degli insegnanti che vi hanno partecipato, sia per l’impegno e per il coinvolgimento evidenziato nella elaborazione e nell’esposizione degli argomenti affrontati. Riteniamo tuttavia che il cammino da compiere sia ancora molto lungo. Sia a livello regionale che a quello nazionale ci sembra di potere rilevare che l’approfondimento dedicato alle argomentazioni a sostegno di una tesi o dell’altra, così come lo spazio riservato al confronto tra le diverse posizioni etiche che fanno da sfondo alle problematiche affrontate, siano però ancora, in generale inadeguati, conducendo spesso a prese di posizione superficiali e culturalmente poco incisive. Non mancano inoltre, anche nei materiali raccolti in questo volume, imprecisioni ed errori a testimonianza che gli studenti sono stati i veri protagonisti dei lavori presentati.
L’impegno della rivista per il prossimo futuro sarà quello di muoversi nella direzione di un possibile superamento di questi limiti ancora diffusi in maniera trasversale nella prassi comune delle nostre realtà scolastiche e una occasione che sicuramente rappresenterà una sfida non indifferente in questo senso sarà quella legata al prossimo Convegno Nazionale di Bioetica per la Scuola che proprio la nostra rivista contribuirà a realizzare a Pontedera nel prossimo anno scolastico (marzo 2006). D’altra parte questi limiti che rileviamo nelle attività didattiche svolte non sembrano appartenere solo alle deficienze strutturali della nostra scuola ma appaiono largamente diffusi nell’intera società odierna della quale la scuola, purtroppo, spesso non è che un semplice riflesso. Ne è riprova, a nostro modo di vedere, proprio l’approccio che nella stragrande maggioranza delle nostre realtà territoriali è stato utilizzato nell’affrontare i temi sollevati dal referendum sulla Procreazione Medicalmente Assistita in quanto, quasi sempre, ha finito per prevalere una impostazione unilaterale e banale dove il confronto reale e profondo è risultato praticamente assente.

Nel chiudere questo numero ci preme segnalare che altri interventi del convegno regionale di Firenze saranno pubblicati nei prossimi numeri della rivista ed inoltre riteniamo doveroso rivolgere un ringraziamento particolare all’Amm. ne Regionale della Toscana ed in special modo all’Assessorato ….nonché al Centro di Bioetica di Pontedera (PI) di cui la rivista costituisce una iniziativa non indifferente.

Interrogativi sulla vita

Interrogativi sulla vita: un percorso intedisciplinare.
Dalle più recenti acquisizioni della scienza fino alle soglie dell’etica
a cura del Centro di Bioetica di Pontedera
Ed. Centro di doc. ricerca Educativa e Didattica Innovativa, 2004

Presentazione (p. 3)

Obiettivi, Metodi, Strumenti (p. 5)
Nota per gli insegnanti (p. 7)

Unità 1: La questione della vita (p. 9)
Unità 2: Biologia e Vita (p. 20)
Unità 3: Le interpretazioni della vita (p.32)
Approfondimento Letterario (p. 42)

Unità 4: L’emergere della dimensione etica: tra autonomia e responsabilità (p. 50)


Presentazione

L’idea di questo percorso didattico nasce a seguito di alcuni incontri, effettuati all’interno del Laboratorio di ricerca sui rapporti tra Tecnica, Scienza e Filosofia attivato da alcuni anni all’ITIS “G. Marconi” di Pontedera, che affrontavano il problema dell’evoluzione dei viventi ed il posto dell’uomo nella natura. Tali incontri, unitamente alle tematiche affrontate nel Centro di Bioetica, sorto di recente nella stessa scuola, ci hanno stimolato ad approfondire da un punto di vista interdisciplinare ed epistemologico il grande problema della vita, nella consapevolezza delle difficoltà e dei limiti connessi ad una tale tematica. Difficoltà e limiti che abbiamo cercato almeno in parte di superare attraverso un approccio non settorializzato ed una metodologia basata sul continuo confronto all’interno del gruppo di lavoro costituito da insegnanti di varie discipline e di diverse scuole.

Questo documento presenta il risultato di oltre un anno di lavoro di gruppo sul tema della vita a partire da quelle che possono essere le acquisizioni più recenti delle scienze biologiche, tenendo conto delle suggestioni che tale tema provoca nel vissuto dei ragazzi, delle principali interpretazioni fornite dalla cultura umanistica, fino ad arrivare alle soglie della principale problematica etica ritornata prepotentemente alla ribalta anche come Bioetica.

Tale lavoro si propone innanzitutto come approccio interdisciplinare e, quindi, il più unitario possibile, ad uno dei principali problemi della cultura e dell’esistenza umana con l’obiettivo di fornire agli studenti degli ultimi anni di scuola media superiore uno stimolante strumento di conoscenza e di riflessione, in vista di una maturazione reale e responsabile e dell’acquisizione del valore della propria vita e di quella di ogni altro essere viverre. Inoltre questo lavoro viene pensato come materiale propedeutico sia per ulteriori approfondimenti di percorsi disciplinari a carattere scientifico o umanistico che per affrontare temi di bioetica, sempre in un ambito interdisciplinare. magari prendendo spunto dalle continue informazioni sollecitate dall’incessante sviluppo scientifico-tecnologico.

Il materiale presentato è stato pensato per coinvolgere quanto più possibile un Consiglio di Classe riferendoci in particolare ad insegnanti di Biologia, Filosofia, Storia, Lettere, Diritto e Religione. ma gli autori ritengono che ogni insegnante del Consiglio si possa considerare in grado di affrontare alcune delle 4 sezioni in cui è diviso il percorso didattico, relativamente ai propri interessi e alle conoscenze e competenze acquisite, sia nel campo umanistico che in quello tecnico scientifico.

Nota

Nella realizzazione di questo progetto ci siamo immediatamente resi conto non solo della straordinaria complessità del tema individuato ma anche della potenziale ambiguità semantica dello stesso termine “vita” insieme a quelli strettamente collegati e continuamente ricorrenti nel presente lavoro quali forma, evoluzione, finalismo. In particolare, relativamente alla nozione di “vita”, dovrebbe essere continuamente rimarcato che essa non ha presentato e non può presentare sempre lo stesso significato, sia nell’uso che storicamente ne è stato fatto, sia nell’accezione attuale ai vari livelli di utilizzazione. Questa indeter­minatezza, dovuta sia alla “povertà” del nostro lessico sia alla polivalenza concettuale che il termine tende a richiamare, fa si che solo il contesto generale e disciplinare del discorso permetta quella chiarezza sufficiente alla compren­sione delle singole affermazioni.

Di conseguenza non abbiamo distinto, nelle diverse articolazioni del lavoro, i vari livelli di significato impliciti nel termine vita – come quelli di bios, zoé, psyehé, tradizionalmente legati alle radici della nostra cultura – e neppure tra l’estensione generale o particolare (vita singola, mondo della vita, vita umana…) del termine stesso.

Bioetica & Società n. 3 – 2004

2004 n. 3 settembre-dicembre (Anno II)

Editoriale (p. 5)

INTERVENTI

Franco Manti, La donazione come assunzione di responsabilità: il caso paradigmatico dei trapianti (p. 22)

Francesca Consorte, La Legge n. 40 del 2004: analisi e prospettive interpretative (p. 26)

Dino Moltisanti, Bioetica e mass media: lavori in corso. L’esempio emblematico della Legge italiana n. 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (p. 37)

Pasquale Giuseppe Macrì, Note in materia di privacy e segreto professionale (p. 45)

Cecilia Veracini, Emergenza Amazzonia: la distruzione delle popolazioni e degli ecosistemi (seconda parte, p. 51).

ESPERIENZE E RIFLESSIONI DAL MONDO DELLA SCUOLA

Gabriella D’Anci, Mariangela La Licata, Roberta Patti, La bioetica all’Istituto Magistrale Statale «Regina Margherita» di Palermo. Intervento alla IV Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola – Genova 5/6 novembre 2004 (p. 63)

Francesca Marasini, Didattica e bioetica: l’esperienza del Liceo Scientifico «E. Majorana» di Roma. Eredità mendeliana e frequenze alleliche: l’analisi dei cariotipi (p. 63)

Samuele Cappelli, Perla Luccherini, Silvia Barachini, Giacomo Bini, Cristian Gennai, Matteo Bagnoli, Mirco Pucci, Dignità della persona e ricerca scientifica. Intervento alla IV Conferenza Nazionale di Bioetica per la Scuola – Genova 5/6 novembre 2004  (p. 77)

CONVEGNI, RECENSIONI E CONTRIBUTI

Diletta Maria Cecilia Loragno
, L’embrione e i suoi diritti di persona (p. 87)

Il convegno Nazionale di Bioetica per la scuola di Genova – 5/6 novembre 2004 (p. 90)

Carlo Dal Canto, J. Testart, C. Godin, «La vita in vendita», Lindau, Torino 2004 (p. 88)


Editoriale

Proseguendo una consuetudine ormai avviata cercheremo di avanzare alcune considerazioni a partire dalle molte sollecitazioni contenute negli interventi del precedente numero di questa rivista.

Il contributo di Pasquale Macrì, a partire dal problema della utilizzazione delle cellule staminali embrionali, ci spinge a prendere coscienza del fatto che a livello medico siamo obbligati a scegliere concrete soluzioni operative e quindi ad adottare un’etica applicata che praticamente deve prescindere da complesse analisi teoriche in seguito alle quali molti, tra l’altro, rinunciano ad affrontare le tematiche bioetiche coinvolte.

Una tale prospettiva potrebbe permettere, per esempio, secondo l’autore, di rinunciare a considerare un tabù lo stesso embrione il quale compare sempre più prepotentemente nella discussione bioetica contemporanea. Ad analoghe conclusioni sembra anche pervenire l’intervento di Matteo Galletti, secondo il quale, constatate le difficoltà che si incontrano ad utilizzare il concetto di persona “come base comune della discussione intersoggettiva”, tale concetto dovrebbe essere abbandonato “affrontando i problemi bioetici in altro modo” ossia concentrando “l’attenzione sui contesti particolari in cui i problemi morali nascono e sulle relazioni affettive e personali al cui centro si collocano gli individui”. L’autore sembra quindi invitare a prescindere dalle tradizionali categorie filosofiche per mettere a fuoco emozioni, sentimenti e relazioni affettive.

Resta in ogni caso aperta, a nostro modo di vedere, la questione se sia possibile, come sostenuto da tali autori, effettuare un’analisi razionale delle problematiche bioetiche o agire in contesti particolari al di là di precomprensioni teoriche o se, al contrario, non sia pressoché impossibile separare i fatti dai valori (“La conoscenza dei fatti presuppone la conoscenza dei valori”, H. Putnam, Fatto/valore. Fine di una dicotomia , Fazi editore, 2004).

Carlo e Marina Casini, invece, ritengono che non sia possibile eludere le domande fondamentali intorno all’uomo, così legate al patrimonio giuridico-culturale della stessa Europa, per potere affrontare questioni decisive come quelle connesse agli interventi sugli embrioni umani ed invitano in tal senso i rappresentanti dei popoli ad assumere con coraggio il valore dell’uomo “come soggetto giuridico, dotato sempre di una uguale dignità dal primo istante della fecondazione alla morte”.

A questo punto del nostro cammino, a quasi due anni di distanza dai primi passi compiuti per dare vita a questa pubblicazione, riteniamo opportuno chiederci se, accanto al tentativo di raccogliere contributi diversi per orientamento e ambiti di partenza, non valga la pena di intraprendere, con umiltà ma anche con decisione, un percorso attraverso cui sia possibile concentrare la discussione e focalizzare la ricerca su alcune questioni che troppo spesso rischiano di rimanere ai margini del dibattito culturale, sociale ed educativo, ma dalle quali riteniamo sia necessario partire per potere offrire un serio sostegno a quanti ritengono che la bioetica debba svolgere un fondamentale ruolo in tali ambiti. Un proposito del genere ci sembra del tutto coerente, tra l’altro, con quanto già dichiarato a livello di intenti fin dal primo editoriale di questa rivista e pertanto vorremmo invitare, sia quanti sono già intervenuti su queste pagine sia chiunque altro, a fornire un contributo in tale direzione.

Conosciamo la fatica e le difficoltà insite in un simile impegno. Siamo consapevoli delle possibili obiezioni che la proposta potrebbe suscitare, ciò nonostante riteniamo fermamente che certe questioni siano ineludibili e quindi ulteriormente dilazionabili soltanto al prezzo di limitare il confronto entro orizzonti parziali e settoriali salvo poi ritrovarsi ad inasprimenti di posizioni e di schieramenti su questioni concrete.

Ma quali questioni dovrebbero essere affrontate per procedere in tale direzione? Ne indichiamo, anche sulla scorta di quanto emerso dai lavori pubblicati in questa rivista, alcuni che riteniamo particolarmente interessanti:

– è realistico o è solo accademico pensare che “la nuova biologia” potrebbe riuscire laddove si sono infranti persino i disegni più arditi delle vecchie ideologie politiche ovvero la realizzazione di una umanità nuova e sostanzialmente “denaturalizzata”? Ed in caso affermativo ciò costituirebbe un grave rischio o un aspetto tutto sommato positivo di cui non ci si dovrebbe preoccupare?

– esiste o no una “egemonia” culturale secondo la quale le diverse prospettive etiche sarebbero del tutto indifferenti a tal punto da rendere problematica la stessa educazione ai valori nei confronti delle nuove generazioni? Ed eventualmente questo dovrebbe spaventare o no?

– La tendenza contemporanea alla iperspecializzazione può costituire una delle cause principali della diffusa deresponsabilizzazione (si può parlare infatti di una diffusa certezza di innocenza, da parte del ricercatore, in assenza di intenzione di nuocere e di potere nuocere) nell’ambito della medesima ricerca? E in tal caso quali strategie potrebbero risultare più efficaci al fine di un superamento di una simile

– modalità di pensiero che, non adeguatamente fronteggiata, potrebbe contribuire alla maggiore determinazione in senso nichilistico dei nostri orizzonti?

– Un interrogativo cruciale che si presenta con sempre maggiore frequenza sembra essere quello della possibilità di introdurre delle limitazioni alle pratiche di sperimentazione sulla vita umana condotte nei vari contesti mondiali, talvolta prive dei più elementari elementi di controllo. Ci chiediamo se sia possibile superare la posizione che distingue tra una ricerca di per sé sempre positiva od in ogni caso inarrestabile e le sue applicazioni da discutere e regolamentare o quella che tende a separare tra una ricerca pura non problematica da un’altra con implicazioni sociali criticabili. Rimanendo ferma la consapevolezza della impopolarità di una impostazione che miri e porre concreti “freni” alla libera ricerca, formuliamo la domanda se sia ancora possibile distinguere la ricerca scientifica dalle sue applicazioni pratiche, almeno per le questioni più significative e più urgenti della bioetica e, quindi: non siamo obbligati a considerare l’impresa scientifica, nel suo insieme, oggetto di valutazione etica?

– E la discriminazione genetica, non rappresenta forse uno dei pericoli reali più imminenti per il nostro secolo?

– Il tema della natura non va urgentemente ripensato in maniera decisiva e radicalmente nuova alla ricerca di un paradigma liberato da vincoli collegati al puro sfruttamento, ad un abusato prometeismo o ad uno sviluppo non più sostenibile?

– Non è inoltre realistico pensare che procedendo nella direzione dell’attuale subordinazione socio-politica alle logiche di mercato ed alle conseguenti leggi del profitto si rischia fortemente che la vita possa essere interamente modificata in merce e quindi in oggetto di scambio e sorgente di profitto?

In ogni caso riteniamo che l’intera società dovrebbe avere l’occasione di contribuire alla elaborazione pubblica di un progetto di ripensamento di tutto il nostro rapporto con la produttività tecnica, con la elaborazione e la trasmissione dei saperi e al disegno della umanità futura da consegnare alle prossime generazioni. E’ veramente “tempo di discussione pubblica” affinché le nuove prospettive “inquietanti e promettenti insieme siano governate dagli uomini e dal loro senso della libertà” (S. Rodotà, la Repubblica , 6 dicembre 2004). Oggi è “più che mai necessario ridefinire i termini di un nuovo contratto sociale tra la scienza e la società che tenga conto della transizione da una libertà e una fiducia incondizionate all’introduzione della responsabilità e della rendicontabilità” (C. Rubbia, Il Sole – 24 Ore, 29 agosto 2004).

                                                   Pontedera, 30 dicembre 2004