{"id":353,"date":"2016-05-18T10:42:00","date_gmt":"2016-05-18T10:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrobioeticapontedera.it\/?p=353"},"modified":"2025-04-17T03:13:32","modified_gmt":"2025-04-17T01:13:32","slug":"che-cose-la-filosofia-tra-scienza-e-religione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/centrobioeticapontedera.it\/?p=353","title":{"rendered":"Che cos\u2019\u00e8 la filosofia? Tra scienza e religione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/bioetica.matteoli.eu\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2017\/01\/porcarelli_filosofia_copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-354\" src=\"http:\/\/bioetica.matteoli.eu\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2017\/01\/porcarelli_filosofia_copertina-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/centrobioeticapontedera.it\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2017\/01\/porcarelli_filosofia_copertina-199x300.jpg 199w, http:\/\/centrobioeticapontedera.it\/wp-content\/uploads\/sites\/11\/2017\/01\/porcarelli_filosofia_copertina.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>A. Porcarelli, <i>Che cos\u2019\u00e8 la filosofia? Tra scienza e religione<\/i>, Diogene Multimedia, Bologna 2016.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 la filosofia? La domanda \u00e8 di quelle che fanno tremare le vene e i polsi, non per niente si tratta di un interrogativo che risuona nella nostra cultura fin dai suoi albori, cio\u00e8 fin dal momento in cui la filosofia stessa ha preso forma nella cultura greca e si \u00e8 riconosciuta (chiedendo contestualmente di venire riconosciuta) come una modalit\u00e0 autonoma di approccio alla realt\u00e0 e alla cultura.<\/p>\n<p>Il testo di Porcarelli affronta questo tema con uno stile problematizzante, senza dare nulla per scontato, come \u00e8 proprio di un approccio filosofico, anche perch\u00e9 \u2013 precisa il Nostro \u2013 \u201cle domande sulla filosofia sono gi\u00e0 problemi filosofici\u201d. Il primo interrogativo riguarda precisamente il senso del nome, della parola <i>Philosophia<\/i>, con cui \u2013 in greco \u2013 si \u00e8 ad un certo punto deciso di identificare un certo modo di intendere la vita, la conoscenza, il rapporto con la cultura e l\u2019educazione. L\u2019indagine sul senso del nome viene condotta in modo approfondito, a partire dalle sue origini (e qui scopriamo che il termine non era in uso al tempo di Talete e dei cosiddetti filosofi \u201cpresocratici\u201d) per cui si vaglia l\u2019ipotesi che l\u2019uso del termine per indicare ci\u00f2 che noi oggi concepiamo come filosofia si sia strutturato e consolidato al tempo di Platone, andando a recuperare, in una sorta di \u201caffiliazione retrospettiva\u201d, illustri intellettuali come Talete, Eraclito ed altri. Molto interessante, sempre nella prima parte del testo, la riflessione sull\u2019origine dell\u2019atteggiamento o spirito filosofico che \u2013 come diceva Aristotele \u2013 ha le sue radici interiori nella capacit\u00e0 di provare meraviglia. In che senso la meraviglia \u00e8 alle radici non solo della filosofia, ma anche dell\u2019arte, della scienza e di tutte le pi\u00f9 nobili attivit\u00e0 dello spirito umano? La meraviglia \u00e8 un\u2019emozione, che si collega in qualche modo al timore che \u2013 in questo caso \u2013 sarebbe il timore di non riuscire a conoscere ci\u00f2 che ci interpella e da cui ci lasciamo interrogare. Essere sensibili al timore di non conoscere significa temere l\u2019ignoranza come un male, perch\u00e9 ogni uomo \u00e8 naturalmente orientato alla conoscenza, tanto da provare una sorta di sgomento di fronte al timore di un insuccesso, ma si tratta di uno sgomento \u201cattivo\u201d e attivante, che si nutre della speranza di riuscire a capire ci\u00f2 che attualmente non si \u00e8 in grado di cogliere e, dunque, muove la mente verso la conoscenza, l\u2019approfondimento, in un interrogarsi sempre risorgente finch\u00e9 l\u2019ultimo \u201cperch\u00e9\u201d non avr\u00e0 avuto risposta. La filosofia \u00e8 dunque un \u201camore per la sapienza\u201d, espressione che a sua volta pu\u00f2 essere letta in pi\u00f9 di un modo: nell\u2019ottica pitagorica e platonica \u201csapiente \u00e8 solo il dio\u201d e l\u2019uomo pu\u00f2 dirsi al pi\u00f9 \u201cinnamorato della sapienza\u201d, mentre nell\u2019ottica aristotelica la sapienza \u00e8 una virt\u00f9 dell\u2019intelligenza (assieme all\u2019intelligenza e alla scienza) un \u201cmodo di essere e di agire\u201d che l\u2019uomo consolida dentro di s\u00e9 ed in forza del quale acquisisce un\u2019attitudine (abito operativo) a spingere la propria capacit\u00e0 di intendere e ragionare fino alle ragioni pi\u00f9 profonde, alle cause prime, ai fini ultimi.<\/p>\n<p>La seconda parte del volume \u00e8 dedicata al rapporto tra filosofia e scienza, non perch\u00e9 l\u2019autore abbia o dichiari la pretesa di fare un corso intensivo di filosofia della scienza, ma perch\u00e9 \u2013 per esplorare a 360\u00b0 la carta di identit\u00e0 della filosofia -, specialmente nel mondo moderno, \u00e8 importante chiedersi quale sia il suo rapporto con la scienza, con particolare riferimento alle cosiddette \u201cscienze esatte\u201d, empiriche, sperimentali che \u2013 nell\u2019immaginario contemporaneo \u2013 rappresentano la quintessenza della scientificit\u00e0. Oggi, infatti, quando ci si riferisce ad uno \u201cscienziato\u201d, nessuno pensa ad un letterato, filosofo o poeta, ma piuttosto ad un fisico, un chimico, un bio-tecnologo. In realt\u00e0 per Platone e Aristotele non solo la nascente filosofia era una scienza (nel senso di un sapere argomentato e rigoroso distinto dal mito o dall\u2019opinione), ma anzi era la scienza per antonomasia, la scienza pi\u00f9 \u201calta\u201d e nobile. Porcarelli illustra dunque il processo storico che ha portato \u2013 nel corso dei secoli \u2013 ad un parziale \u201cdivorzio\u201d tra filosofia e scienza, dopo la nascita delle scienze sperimentali e \u2013 soprattutto \u2013 in et\u00e0 positivista, per arrivare a mostrare come il panorama culturale si sia oggi molto evoluto e vi siano da un lato dei presupposti filosofici della scienza che sono impliciti, ma innegabili. Dall\u2019altro lato vi sono degli \u201cspazi di confine\u201d tra filosofia e scienza in cui alcune categorie filosofiche (come quella di <i>analogia<\/i>) vengono riprese e recuperate in ottica scientifica, per il loro forte potere euristico. Particolarmente interessante \u00e8 anche la questione del rapporto tra scienza ed etica (e di un\u2019etica della scienza) che l\u2019Autore pone in termini lucidi e rigorosi.<\/p>\n<p>La terza ed ultima parte di questo agile ma ricco volume \u00e8 dedicata ai rapporti tra filosofia e teologia, anzi \u2013 nel contesto pluralista e multiculturale in cui ci troviamo \u2013 il rapporto sarebbe tra filosofia e teologie. Dopo avere dichiarato questa opzione di tipo culturale, Porcarelli comunque precisa che \u2013 per amore di sintesi \u2013 ci si concentra soprattutto sul rapporto tra filosofia in genere e fede cristiana, nell\u2019ottica di un dialogo proficuo e fecondo, che si ispira a quella bella immagine utilizzata da Giovanni Paolo II nella Fides et ratio: fede e ragione sono come le due ali che, solo muovendosi insieme e battendo all\u2019unisono, possono consentire all\u2019anima di innalzarsi in alto, verso la verit\u00e0. Si affronta anche il tema, dibattuto e controverso, della possibilit\u00e0 e limiti di una <i>filosofia cristiana<\/i>. Di per s\u00e9 \u2013 precisa Porcarelli seguendo in questo Gilson \u2013 una filosofia non \u00e8 n\u00e9 cristiana, n\u00e9 atea, n\u00e9 musulmana, ma solo pi\u00f9 o meno in grado di avvicinarsi alla verit\u00e0; dal punto di vista storico, per\u00f2, la domanda ha un senso, perch\u00e9 \u00e8 un dato di fatto che vi siano stati uomini, di fede cristiana, autenticamente appassionati alla riflessione filosofica. Come leggere dunque questo dato storico? In fondo il filosofo cristiano si chiede se tra ci\u00f2 che la sua fede <i>crede<\/i> essere vero vi sia qualcosa che la sua ragione possa <i>sapere<\/i>, o addirittura <i>dimostrare<\/i>, essere vero. Se il debito nei confronti della fede (che rimane tecnicamente esterno rispetto all\u2019argomentare filosofico, che invece deve essere autonomo) si riferisce alla fede cristiana, allora potremmo parlare di una filosofia cristiana, non tanto come intenzione programmatica (il filosofo \u00e8 \u201cinnamorato della sapienza\u201d tout court), quanto piuttosto come condizione esistenziale che si viene a determinare di fatto e che ha un peso specifico indubbiamente rilevante dal punto di vista storico e culturale.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a>Il testo nel suo complesso presenta un impianto argomentativo solido e rigoroso, ma lo stile di scrittura \u00e8 scorrevole e si presta ad \u201cintrodurre\u201d alla riflessione filosofica anche persone che non abbiano gi\u00e0 una base culturale in tal senso, perch\u00e9 il lettore viene quasi \u201cpreso per mano\u201d ed accompagnato lungo quelli che potremmo chiamare \u2013 evocando un\u2019immagine di Aristotele \u2013 i sentieri della meraviglia.<\/p>\n<p><b>Nicoletta Marotti<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A. 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